dorjesherpa

Lo YETI potrebbe non essere una Leggenda.

Nel video Dorje Sherpa, famoso alpinista accompagnatore di Messner e Bonington, un’importante guida anche per il team Explora, imita il verso del “Malangur” (grande scimmia, Yeti) di cui ha rivelato la reale esistenza. Le genti della valle della Rolwaling affermano di aver sentito o visto tale creatura. Il team EXPLORA in questa nuova spedizione, abbraccia con più credibilità la reale esistenza attuale o antica, ricercando tracce o resti riconducibili allo Yeti.

Da secoli, nell’Himalaya e in tutta l’Asia, si narra di un essere tra un uomo e una scimmia che vaga per le foreste delle montagne più inaccessibili, dove nessun uomo osa avventurarsi. Attualmente, nel sud-est asiatico vive la grande scimmia “Orangutang”, in lingua locale del Borneo significa “uomo della foresta”. Con molta probabilità nelle foreste asiatiche più a nord della Malesia la sua presenza, o di un essere “nuovo”, non è solo fantasia creata per gli occidentali urbanizzati. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che creature leggendarie come lo “Yeti” ed il “Bigfoot”, non siano altro che varianti del “Gigantopithecus”. Il “Gigantopithecus” era una grande scimmia, probabilmente estinta intorno a 300 mila (Rink et al. 2008) o addirittura 100 mila anni fa, riconosciuta per la prima volta nei depositi Miocenici dell’India e del Pakistan (“Gigantopithecus bilaspurensis” circa 9 milioni di anni fa), e successivamente attestata nei depositi del Pleistocene Inferiore e Medio della Cina e del Vietnam (“Gigantopithecus blacki”). Del “Gigantopithecus” si conoscono solo denti e mandibole, attraverso i quali è stato stimato un peso di circa 300 kg (Johnson, 1979). Diversi studi si sono focalizzati sulla nutrizione, con ricercatori che hanno supposto un’alimentazione ricca di frutti (Daegling and Grine, 1994), oppure una dieta mista di frutti ed erba (Ciochon et al., 1990), oppure cibi duri come il bambù (Kupczik and Dean, 2008). Molto dibattuto è anche il confronto sull’ambiente ecologico in cui viveva il “Gigantopithecus”, dato che i primi studi suggerivano spazi aperti (Pilbeam, 1970), mentre studi più recenti indicano ambienti di foresta subtropicale o tropicale (Zhao and Zhang, 2013). Se effettivamente creature leggendarie come lo “Yeti” ed il “Bigfoot” sono riconducibili al “Gigantopithecus”, l’attuale missione acquisterebbe un’ulteriore importanza scientifica perché permetterebbe il recupero di resti fossili di questo hominidae in un’area geografica inaspettata, allargando quindi il suo areale di distribuzione e fornendo al contempo indizi fondamentali sulla sua paleodieta, sul suo paleoambiente ed, eventualmente, sulla sua estinzione. Il team dell’ “Extreme Malangur Expedition” si addentrerà tra i luoghi selvaggi delle montagne più alte della Terra per la ricerca di tale essere e delle sue tracce, e, attraverso testimonianze dirette e prove scientifiche, proverà a stabilire se l’ “Uomo-Scimmia” della foresta himalayana ancora esiste davvero, oppure sia esistito in passato nelle terre estreme di Eric Shipton.