Nepal

1° Report della Spedizione Scientifica EXTREME MALANGUR EXPEDITION

By | Explora Nunaat International | No Comments

CONCLUSA CON SUCCESSO L’ EXTREME MALANGUR EXPEDITION 2015

Presto in arrivo un esclusivo documentario sulla Valle dello Rolwaling e sulle ricerche scientifiche dei cambiamenti climatici

Fonte EXPLORA LIMITS

Sono rientrati in Italia gli esploratori del team “Extreme Malangur Expedition”, portando ufficialmente a termine la rilevante missione durata più di 20 giorni nella Valle del Rolwaling, in Himalaya.

Di notevole importanza, dal punto di vista culturale, scientifico e antropologico, sono le informazioni che gli avventurieri hanno raccolto grazie ad interviste, osservazioni sul campo, video, fotografie, prelievi e ricognizioni.

L’ “Extreme Malangur Expedition” è stata egregiamente diretta dall’esperto alpinista abruzzese Davide Peluzzi, Presidente dell’ “Explora Nunaat International”, e ha inteso prevalentemente indagare sulla presenza del “Gigantopitecus”, il presunto Yeti o “Uomo delle Nevi”; condurre attività di ricerca sugli Sherpa, estremo gruppo etnico nepalese, aiutandoli nella ricostruzione del loro villaggio profondamente colpito dal terremoto dello scorso 25 aprile 2015; studiare l’evoluzione dei cambiamenti climatici e della microfauna locale.

Sorprendenti le informazioni rese note nel report conclusivo redatto dal capo spedizione.

RICERCA AMBIENTALE E CLIMATICA
Stando a quanto dichiarato da Peluzzi, il team Explora è riuscito ad ottenere notizie rilevanti sullo stato di salute dei ghiacciai della ampia zona perlustrata. Attraverso rilevamenti fotografici e l’ausilio di due droni utilizzati per le riprese video, la spedizione esplorativa ha condotto una importante ricerca climatica che conferma un evidente avanzamento del fronte glaciale riguardante sia il Ripimo Glacier che il ghiacciao Drolambau. Tutto ciò farebbe ben sperare per il futuro e risulta essere in controtendenza rispetto a quanto dichiarato da alcuni climatologici di fama mondiale che da anni sostengono il progressivo scioglimento dei ghiacciai provocato dal surriscaldamento del Pianeta.

STUDIO ANTROPOLOGICO E GENETICO DEI POPOLI HIMALAYANI
È proseguita l’analisi degli studi antropologici e genetici delle popolazioni himalayane, avviati nel corso delle precedenti spedizioni (Earth Mater 2011 e Gaurishankar 2013) e svolti in collaborazione con il Laboratorio di Antropologia Molecolare dell’Università di Bologna. Durante la permanenza, gli esploratori hanno effettuato prelievi di campioni biologici (saliva, mucosa buccale, materiale fecale) e sono stati rilevati numerosi parametri fisiologici correlati all’ossigenazione del sangue e alla funzionalità polmonare. Un analogo campionamento è stato effettuato anche sui membri della spedizione prima della partenza dall’Italia e una volta raggiunta la massima quota prevista (6270 m slm). Il campionamento ha la finalità di comparare i meccanismi di acclimatazione all’alta quota di individui non geneticamente adattati ad essa con quelli propri delle popolazioni himalayane.

MICROFAUNA ESTREMA HIMALAYANA
In seguito alla pluriennale collaborazione dell’Explora con il Laboratorio di Stigobiologia dell’Università degli Studi de l’Aquila e al fine di approfondire lo studio della microfauna himalayana, sono stati rilevati campioni di acque di scorrimento a quote 2000 m, 3000 m e 4000 m. L’orografia e la morfologia della valle del Rolwaling, infatti, permettono lo sviluppo altimetrico dalle foreste tropicali e la presenza di ghiacciai vicino le vette piu alte del Pianeta. Tale studio sarà utile per la comparazione della microfauna della regione, e, per una  migliore comprensione della vita primordiale sulla Terra.

ESPLORAZIONI ALPINISTICHE
Molteplici le ricognizioni alpinistiche effettuate durante la spedizione che hanno permesso di rilevare periodicamente temperature atmosferiche diurne e notturne e catturare immagini paesaggistiche spettacolari, tra le molte menzioniamo: quella svolta presso il Monte Parchamo a quota 6270 m. slm; quella presso il lago Oma Tsho a quota 4800 m. slm nei pressi del Monte Kang Nachugo; quella presso il grande plateau Drolambau Glacier e ghiacciai limitrofi.

LO YETI
A proposito dell’affascinante e misteriosa figura di cui da anni ci si interroga, i membri del team avrebbero rilevato, alla base del Ripimo Glacier (4400 m. slm), più impronte con il dito “alluce” opponibile, carrateristica unica dei primati, e anche la testimonianza di un monaco Sherpa del monastero di Beding (3700 m. slm), intervistato lo scorso 20 ottobre, confermerebbe la presenza di “un grande essere bipede dalle sembianze umane, con lunghi peli dalla testa ai piedi, che circa un paio di mesi fa procedeva verso il villaggio di Na (4200 m. slm) sul fondo della valle della Rolwaling”.
Attualmente, dunque, le testimonianze dirette raccolte dall’Explora negli anni 2011-2013-2015 indicano la presenza attuale e reale di una specie di grande scimmia bianca sulle pendici delle montagne e delle foreste dell’Himalaya, catena montuosa compresa tra il Monte Gaurishankar e il Monte Everest, denominata Malangur (che in nepalese significa grande scimmia).

COOPERAZIONE E GEMELLAGGI
Oltre agli aspetti scientifico/esplorativi, la Extreme Malangur Expedition 2015 è stata la 1^ spedizione italiana a recarsi nel Distretto di Dolaka-Rolwaling, epicentro del secondo grande terremoto di 7,4 gradi Richter che ha devastato gran parte dell’area himalaiana. Gli esploratori hanno, infatti, visitato il sito di Singati e Jagat, dove nel 2013, grazie al progetto “Le Acque degli Dei”, erano stati realizzati due serbatoi e condotte idriche per l’approvvigionamento di acqua potabile, distrutti dall’ultimo terremoto.
È stato onorato di presentare, ad alcuni referenti locali, due importanti progetti il team dell’ “Extreme Malangur Expedition”. Il primo riguarda un progetto pilota dell’International Research School of Planetary Science (IRSPS) finalizzato al monitoraggio del rischio sismico mediante rilevazioni satellitari e aeree. Il secondo, invece, è un piano di cooperazione e ricerca dal titolo “Una Scuola per la Vita, una lampada nella Rolwaling” presentato in collaborazione con l’Università di Bologna nel 2014 al Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione (MAECI) Italiano.
Per sancire il sostegno e la fratellanza con il popolo nepalese, è stato firmato a Beding il gemellaggio tra il comune di Fara San Martino (CH) e la valle del Rolwaling, con la benedizione del Lama e la firma da parte del Presidente locale e rafforzato il gemellaggio tra il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga ed il Parco del Gaurishankar Everest.

Durante la spedizione, calorosamente sostenuta dagli sponsor UBISOFT, MICO SPORT, INTERMATICA SPA, KONG ITALY, BIO APTA, ECOLAN e con il supporto del CAI ISOLA DEL GRAN SASSO, CAI ARSITA, COMUNE DI FARA SAN MARTINO (gemellato con Beding), PARCO DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA (gemellata con il Parco del Gaurishankar Everest) e JMOTION (Agenzia di Comunicazione e Produzione Cinematografica), sono stati realizzati collegamenti radiofonici con Radio DeeJay  e satellitari con il programma Uno Mattina in onda su RAI UNO.

Un viaggio entusiasmante e ricco di scoperte, dunque, quello condotto da Davide Peluzzi, Gaetano Di Blasio, Giorgio Marinelli, Giuliano Di Marco, Marco Di Marcello, Giuseppe De Angelis, Federico Di Felice, Luca Natali, Marco Sazzini; Emanuele Marafante, Paolo Cocco, che si conclude con l’intento di continuare a promuovere la splendida regione del Nepal: “VISIT NEPAL TO HELP NEPAL”.